CASTELNUOVO DEI SABBIONI

Comune di Cavriglia

VENTURINO VENTURI

Il murale di Castelnuovo dei Sabbioni (Ar)

E' con l'orgoglio di chi si sente un po' responsabile di aver contribuito alla realizzazione di un'opera preziosa per la mostra "memoria storica" e per la valorizzazione artistica del nostro Comune, che mi onoro di partecipare alla presentazione del grande "murale" di Venturino Venturi.

Il suo discreto ed intelligente fascino espressivo alla continua ricerca di nuove soluzioni, ci ha, indubbiamente, offerto, con il "murale" di Castelnuovo dei Sabbioni, una delle sue opere maggiormente significative e suggestive.

La forza possente dell'opera nella sua vasta estensione e nella brillante cromaticità si compenetra con il candore e la riservatezza dell'Artista esaltando, in un gioco impalpabile ed affascinante le artistiche figure del "murale" e le cristalline idealità dell'autore.

Sono, infatti, gli ideali ed i valori del lavoro, della libertà e della pace attraversati anche dai momenti tristi e bui della guerra che Venturino ha voluto raccontare con la storia della nostra terra e della nostra gente.

Grazie maestro, perché con il tuo lavoro consentirai ai nostri figli ed ai tanti visitatori di mantenere vivo l'insegnamento di quegli uomini, caparbi, orgogliosi ed onesti, la cui storia hai saputo così sublimemente raccontare.

 

Enzo Brogi (Sindaco di Cavriglia)

Murale di venturino Venturi

Murale di venturino Venturi Murale di venturino Venturi Murale di Venturino Venturi

Il murale di Venturino in Piazza Pertini a Castelnuovo dei Sabbioni (Ar)

 

Giovani

Tu che sei vecchio racconta la storia

della strage. Ci hanno detto che è una storia

terribile. Ma tu la sai. Raccontala.

Solo tu puoi raccontarla. Tu sei vecchio.

Tu la sai. Ci hanno detto che è terribile.

Ma tu sei testimone, tu raccontala

perché ognuno di noi se ne ricordi.

(pausa) Su! Sforza la memoria!

 

Vecchio

No, è terribile.

Mezzo secolo è passato, e quando accadde

avevo già mezzo secolo, io, vecchio,

non ho più chi mi leghi, oggi, a quel tempo.

Giovani

Ma devi raccontarla. Noi vogliamo.

Vecchio

Non posso. (pausa) C'è chi disse che non erano

uomini. Eppure un amico narrò

d'aver visto un di quei mostri accarezzare

il capo d'un bambino. Ma non credo

che sia stato possibile. Era un mostro.

E dopo il loro passaggio, Meleto,

Castelnuovo, non eran che un bracere.

E la brace erano i corpi insaguinati

di padri, madri, figli, folgorati

dalla mitraglia, accatastati in cumulo

e le fiamme alimentate dai frammenti

delle loro povere masserizie…

No, è troppo duro, non posso

raccontare a voi bimbi una storia

che pure altri bimbi hanno vissuto.

Perché tanti morti? A che cosa

hanno servito? Che ho fatto io per ricordare

o vendicare? Sono vissuto invano.

 

Uomo

Non dirlo, vecchio. Un sacrificio umano

non è inutile mai. Pure se a compierlo

su inermi inconsapevoli e nolenti

fu l'odio di coloro che non sanno

quello che fanno, un odio senza volto

umano. Fu il ricorso a quella guerra

per cui l'odio diventa legge. Mai,

che mai più questo avvenga. Tu sei vecchio

ma da allora che un'altra guerra fosse

da accettare tu certo non pensasti.

Vattene dunque in pace e lascia i giovani

completare la storia dell'eccidio:

dire come sia stato bene dopo

riaccendere la vita, ricostruire

la casa. Che qualcuno ora ripeta

questa storia, (pausa). Ma qui non c'è nessuno.

(pausa)

Un viandante

E' Venturino, un uomo senza età

che qui, in piazza Pertini di Cavriglia,

ha costruito un muro, messo ad argine

della marea dei morti del vicino

cimitero, dove serbare il calice

del sangue non versato inutilmente.

Ed il muro racconta oggi la storia.

Il muro

"Giù dalla collina improvvisi apparvero

uomini bianchi che potevano essere angeli

ma dietro sé non lasciavano che morti

esalati al cielo nelle fiamme di un incendio.

"Tutto dopo il loro passaggio era crollato

e quando le rovine ebbero finito di accatastarsi

dopo la polvere degli ultimi assestamenti

rimanevano tre larve, tre figure:

erano un uomo una donna e un bambino

o le loro ombre.

"Vennero allora altri uomini

che parevano ma non erano mostri,

una catena di trasmissione da loro mossa

diradò le rovine, fece sorgere muri,

case, case abitabili dall'uomo.

"Salì un mare, un mare denso che impediva

ogni rumore, sia di martelli che di spari.

Dentro il mare avanzava una figura

non turbata dalle onde: era Maria.

"Maria - la Pace con in braccio il Bambino

che indicava la via di andare al cielo:

un fiume bianco saliva saliva

era il cielo finalmente raggiunto."

Poeta

Muro di Venturino, t'inserisci

lieve nel paesaggio di Cavriglia

narri una storia di guerra e di morte

ma anche di pace e di resurrezione.

Narri una storia viva che è leggenda

da narrare ai suoi figli, una leggenda

che l'aurora la pioggia il sole il vento

non potranno scalfire, solo accrescere

della carezza tenera dell'erba.

Sorge limpido il muro nella piazza

è una strada un torrente una via lattea,

non è un simbolo è fatto di realtà.

Chi sopravvisse alle rovine non è più

un'ombra che fra le ombre si confonde.

Ora è chiara la tua parola: vieti

d'inoltrare nel buio, ergi a difesa

i tuoi colori del sogno dell'anima

di appartenere a un'esistenza libera.

Non ti richiudi come una fortezza,

come una tomba. Anzi chi ti descrive

sente farsi la vita più leggera.

Giovani

Come ci piace, Venturino, la storia

da te raccontata. Essa non tradisce, ma completa

quello che avvenne con quel che avverrà.

L'orrore non spezzò il filo del tempo,

questo tempo che fa nascere e morire.

Il tuo muro lascia una strada aperta

verso il futuro e la resurrezione.

Che la storia, per quanto terribile,

raccontata da te viva in eterno.

E il ricordare non sia fonte di vendetta

ma memoria del sacrificio, di un sacrificio

da cui in parte anche noi siamo redenti.

 

Alessandro Parronchi

 

Venturino Venturi ha studiato e realizzato nel Luglio 1991 i bozzetti per il grande murale destinati all'eterno contrasto fra la guerra e la pace. Una equipe formata da Gionata Francesconi e Gilbert Le Bigre guidata da Mario Francesconi e Venturino Venturi, ha terminato la realizzazione dell'opera iniziata dal Maestro.

Il "murale" lungo ml. 76 è stato realizzato su pannelli prefabbricati in cemento di varie altezze per una superficie totale di mq.305.

 

(i testi sono tratti da "Venturino Venturi. Il murale di Castelnuovo dei Sabbioni, Firenze, Edizioni Pananti, 1992)

 

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