San Giovanni Valdarno,

Genius Loci

Paola Bertoncini

 

Quando si parla di San Giovanni Valdarno si evidenziano, di solito, la sua arte, la sua storia, gli episodi e le modifiche del paese attraverso i secoli fino ad oggi, ma non si pone, forse, troppa attenzione alle immagini che artisti e viaggiatori dei secoli passati ci hanno lasciato del paese.

Quest'indagine, che ho appunto intitolata San Giovanni Valdarno, Genius Loci, si prefigge di riassumere e descrivere brevemente una serie di immagini del paese che presentano edifici riconoscibili attraverso i secoli.

La prima immagine di Castel San Giovanni è un dipinto di Giorgio Vasari, ubicato sopra la testata sud, verso l'esterno, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze. L'opera, che fa parte di un ciclo di Allegorie e storie di Firenze, realizzato nella seconda metà del 1500 dallo stesso Vasari, da G. Stradano, da J. Zucchi e da Giovan Battista Naldini, si inserisce in un contesto politico e culturale volto ad esaltare la storia di Firenze e l'apoteosi di Cosimo I de'Medici. Il soffitto del salone è suddiviso in riquadri, all'interno dei quali sono collocati dipinti su tavola. Ecco dunque che l'Allegoria di Castel San Giovanni si trova riunita assieme all'Allegoria di Cortona e Montepulciano, all'Allegoria di Arezzo, all'Allegoria di Borgo San Sepolcro e di Anghiari. La targa che la contraddistingue cita Praetura Arnensis Superior. Le realizzazioni del soffitto risalgono al 1563-65, e ancora in quegli anni Vasari lavorava alla fabbrica di Palazzo Vecchio; è molto probabile, dunque, che il dipinto sia da riferire a questi anni.

Quello che maggiormente interessa e incuriosisce, in questo caso, è la veduta del castello, circondato da un'ampia e verdeggiante vallata che si staglia sullo sfondo del dipinto. Lo sguardo ci viene offerto dal lato nord-ovest in direzione sud-est. Gli elementi riconoscibili sono pochi: le mura, che sembrano sottolineare il carattere difensivo voluto dai Fiorentini e assunto dal castello, Palazzo Pretorio perché sede dei vicari. Si sottolinea, così, l'importanza politica e militare di questa "terra nuova" e il suo stretto rapporto con Firenze. Il Palazzo è collocato al centro del paese, fra Porta Fiorentina (nord) e Porta San Giovanni (Porta Aretina, a sud) ma la sua struttura architettonica è abbastanza diversa da quella che attualmente conserva: è evidente la pianta rettangolare della costruzione, sormontata dalla torre, unico elemento riconoscibile che, però, oggi presenta sulla sua sommità non più la cuspide dipinta da Vasari, ma una merlatura. A destra nell'immagine si nota anche una piccola chiesa con un campanile; si tratta forse dell'Oratorio costruito sopra Porta San Lorenzo.

La rappresentazione di Castel San Giovanni resa dall'artista, nella sua totalità, si presenta piuttosto approssimata e simbolica. La riconoscibilità del luogo è da attribuire alla collocazione di Palazzo Pretorio e alla posizione dell'Arno. Le mura, presenti anche in stampe ed opere successive, sono sicuramente un altro aspetto del genius loci di San Giovanni. Queste sono state in gran parte demolite nel corso del 1800, quando il paese si apprestava a diventare un centro industriale; rimangono ancora oggi visibili i resti dell'angolo nord-est e quelli del lato est (collocati all'interno del giardino del convento delle suore Agostiniane).

Sicuramente l'elemento più curioso della raffigurazione vasariana è la pianta di Castel San Giovanni che appare rovesciata, poiché il lato nord delle mura (il punto d'osservazione dell'artista) era in realtà molto più breve di quanto appare nel dipinto, mentre il lato est, quello corrispondente al corso dell'Arno, si presentava molto più lungo.

Nel XVIII secolo San Giovanni risultava poverissimo; anche se la popolazione del centro urbano era aumentata, i lavori di bonifica e di canalizzazione del fiume Arno resero l'aspetto della valle simile a quello che ancora oggi conserva, ma provocarono la rovina economica dei coloni.

L'incisione che mi appresto a descrivere risale al XVIII secolo (1704 ?), opera di Vincenzo Ferrati; si tratta della veduta di San Giovanni e della campagna circostante attraversata dal fiume. Il punto d'osservazione è diverso, da ovest (da Porta San Lorenzo) in direzione est, cioè presso l'attuale Poggio della Ciulla, una lieve collina che si trova alle spalle del paese in direzione Siena. In primo piano si scorgono le mura, con le torri ben definite, come nel dipinto del Vasari. Una notevole differenza si riscontra anche guardando Porta San Lorenzo: in questa incisione è ben evidente la struttura dell'antica porta, ma tutto il complesso è stato collegato con muri e coperto con un tetto..

Palazzo Pretorio è sicuramente ben distinguibile come nel dipinto del Vasari: si riesce, infatti, a vedere il loggiato di gusto rinascimentale del piano nobile e la lunga torre del dipinto cinquecentesco ha assunto la forma che conserva ancora oggi.

Altri edifici che aiutano a definire il genius loci di San Giovanni, e che sono estrapolabili dall'incisione, sono la Pieve, posta di fronte a Palazzo Pretorio, il piccolo campanile del complesso di San Lorenzo e la chiesa stessa. Questi edifici non sono stati riportati nel dipinto vasariano, data probabilmente l'approssimazione dell'immagine di Castel San Giovanni, ma sappiamo che erano già presenti: la Pieve risale al 1312 e il complesso di San Lorenzo subiva già delle modifiche nel 1306.

Il paesaggio circostante è reso in modo topografico: non si dà più un'idea simbolica della fertilità del luogo. L'autore rappresenta campi arati ed alberi che circondano il paese, una fila di alberi delimita l'argine del fiume.

La terza immagine di San Giovanni è costituita da una stampa risalente al 1700. In questo caso il punto di vista risulta essere leggermente spostato verso l'angolo nord-ovest del paese. Gli elementi inconfondibili sono però i medesimi: l'Insigne Oratorio, il Palazzo Pretorio e il piccolo campanile della chiesa di San Lorenzo. L'elemento comune alle due stampe è il piccolo campanile del complesso di San Lorenzo.

Quest'elemento non compare nel dipinto vasariano, probabilmente perché l'autore aveva necessità di rappresentare Castel San Giovanni in chiave allegorica. Ecco dunque la scelta di una rapida resa del luogo in chiave simbolica, caratteristica abbastanza comune per la rappresentazione del paesaggio nel 1500.

Dato che il dipinto di Vasari probabilmente è stato il punto di partenza per le successive rappresentazioni di San Giovanni, e data l'inesattezza delle proporzioni del paese, questa stampa rivela, rispetto anche alla precedente incisione, tutta la sua importanza risiede nella diversità del punto d'osservazione. L'autore, in questo caso ignoto, non si è lasciato influenzare dall'immagine vasariana, sempre che ne fosse a conoscenza, e ci ha così lasciato una deliziosa raffigurazione - di stampo quasi pastorale nella quale non è poi così difficile immaginare grandtouristi che attraversano il Valdarno per sostare a Levanella o pellegrini che si recavano all'Oratorio - di un borgo circondato da campi su cui svettano due imponenti torri.

A partire, però, dalla seconda metà del 1800, il paesaggio ha subito profonde mutazioni: la costruzione della ferrovia, che passa vicino al retro della Basilica, seguita dall'edificazione della Ferriera, e la sempre maggiore industrializzazione, difficilmente oggi permettono di individuare il paesaggio descritto in queste stampe.

Le ultime immagini, in ordine di tempo, che ripropongono una veduta di San Giovanni sono un affresco della prima metà del 1900, opera di Bassan, collocato nella Sala detta delle Compagnie al piano terra della Basilica di Santa di Santa Maria delle Grazie e un disegno, opera di Bruno Chini (1913-56).

Nell'affresco del Bassan, il vecchio a sinistra è forse identificabile con la personificazione dell'Arno, secondo la prima parte della descrizione iconologica data dal Ripa, anche se il leone che tiene fra le zampe un giglio rosso, giacente accanto alla figura, non è stato riprodotto dall'artista. In secondo piano appare Castel San Giovanni circondato dalle mura e da un fossato. Porta San Lorenzo è sempre vista dal Poggio della Ciulla, ritroviamo ancora ben visibili Palazzo Pretorio, privo però del loggiato al piano nobile, la Pieve e il piccolo campanile di San Lorenzo. Un particolare che in questo caso emerge è la riproduzione del pozzo che era collocato nell'attuale Piazza Cavour sostituito con una statua di Garibaldi dello scultore montevarchino Guerri.

Sul lato est scorre, in corretta posizione, il fiume Arno; la rappresentazione del paesaggio circostante è però piuttosto semplificata: un'ampia vallata circondata da colline.

Dall'analisi di tutte queste immagini si può tentare di evidenziare come il genius loci di San Giovanni non sia costituito tanto dal paese nella sua interezza, quanto da singoli edifici (soprattutto Palazzo Pretorio) dalle torri e dai campanili degli edifici più antichi, e dalla presenza costante dell'Arno.

 

 

back2.gif (402 byte)

CASATOURISM - Copyright © 2000. All rights reserved