LA CHIESA DI SANTA MARIA A CAVRIGLIA
Un episodio dell'architettura romanica vallombrosana
Francesco Zorzi - Luca Tanzi - Carlo Battiloro
"La chiesa di Santa Maria a Cavriglia. Un episodio dell'architettura romanica vallombrosana" è una monografia dedicata ad un'opera non abbastanza studiata, ma non per questo meno significativa, dell'architettura romanica vallombrosana, un primo tentativo di analisi e rappresentazione scientificamente qualificata di opere e manufatti artistici poco noti appartenenti al territorio valdarnese.
Sono due delle motivazioni principali che stanno alla base dell'operazione editoriale intrapresa con questa pubblicazione, ed entrambe concorrono a rappresentare solo il primo tratto di un più ampio disegno volto a comprendere, in una collana dall'esplicativo titolo "Arte nel Valdarno" edita a cura di Arci Valdarno Nuova Associazione, una serie di opere eterogenea nell'argomento trattato, ma di assolutà uniformità qualitativa nella redazione del testo e nella scelta delle immagini.
La chiesa di Santa Maria a Cavriglia (meglio conosciuta come Santa Maria a Monastero), pur avendo subito nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti ed alterazioni che ne rendono difficoltosa la lettura all'esterno, presenta una struttura distributiva chiaramente riconducibile alle connotazioni tipiche dell'architettura monastica vallombrosana. Il volume si sofferma in un iniziale analisi di tale architettura, per poi entrare nello specifico del manufatto che, da sempre, è legato al nome di Santa Berta, le cui ossa sono conservate nell'ala del transetto a lei dedicata. Corredata da un originale apparato fotografico e da un esaustivo rilievo architettonico, l'opera è completata e conclusa dalla redazione di una ricca appendice documentaria, frutto di un lavoro di ricerca svolto dagli Autori presso l'Archivio Capitolare di Fiesole.
Il borgo nel quale è situata la chiesa conserva tutt'oggi il toponimo che da questa costruzione ne fu in qualche modo caratterizzato: Monastero.
Dell'originario convento, il primo femminile appartenente alla congregazione dei vallombrosani, restano delle tracce la cui decifrazione si presenta assai difficoltosa. Da molto tempo infatti l'unica parte che ha attraversato senza subire danni letali i periodi di scorribande e depredazioni che lo ridussero in rovina nel secolo XV è stata riutilizzata per usi abitativi privati. Una parte conserva ancora la sua ormai antica funzione di casa parrocchiale. La chiesa, il cui nome è da sempre legato a quello di S.Berta, ha una struttura chiaramente riconducibile alle connotazioni tipiche dell'edilizia vallombrosana.
Una serie di costruzioni addossate alla chiesa stessa, come la Sala della Compagnia che ricollega l'ala sinistra del transetto con la facciata principale, ne rendono sostanzialmente illeggibile la struttura, contribuendo così a fare del campanile l'elemento che nel complesso è quello maggiormente caratterizzante. La facciata così come la vediamo oggi è frutto di un lavoro di "restauro" eseguito nell'immediato dopoguerra, periodo che vedeva la chiesa colpita in modo abbastanza grave. I danni riguardarono soprattutto l'ala destra del transetto, che fu danneggiata dalle schegge di una bomba. La facciata precedente, risalente al periodo 1839-47, era abbastanza diversa e presentava due aperture a lunetta in luogo delle abituali nicchie, così come diversa era la parte terminale della Sala della Compagnia. L'interno è riccamente decorato ad affreschi allegorici e di particolare interesse architettonico è la volta posta all'incrocio tra la navata e il transetto, il cui sistema costruttivo è quello tipico dell'architettura romana usato per le cupole autoportanti. La sistemazione interna della chiesa è sostanzialmente quella del 1853; i cambiamenti degli ultimi 150 anni sono infatti veramente minimi.
(tratto da: Zorzi F.; Zanzi L.; Battiloro C., "La chiesa di Santa Maria a Cavriglia. Un episodio dell'architettura romanica vallombrosana", Arte nel Valdarno 1, a cura di Arci Valdarno Nuova Associazione, Montevarchi, Tipografia Debolini, 1999.
CASATOURISM - Copyright © 1999-2000. All rights reserved