La pieve di San Pietro a Presciano
di Rodolfo Valorosi MassaiI primi documenti che conosciamo sulla Pieve di S.Pietro a Presciano risalgono all'XI secolo. Nel cosiddetto Giudicato di Bulgari si parla, infatti, di alcuni beni donati nel 1021 al monastero di S.Flora e Lucilla di Arezzo ubicati " in comitatu aretino infra plebem sancti Petri in Prisciano, in loco qui dicitur Bulgari". E' facile intuire che se la giurisdizione della pieve era già organizzata con le sue chiese e cappelle all'inizio dell'XI secolo, la chiesa plebana di S.Pietro doveva essere di molto precedente. La maggioranza degli studiosi, infatti, la vuole di origine paleocristiana, anche se tale affermazione non è, per il momento, documentata da alcun reperto archeologico. D'altra parte a questa ipotesi fanno pensare il toponimo Presciano di sicura origine romana, l'ubicazione della chiesa fuori dall'abitato lungo un'antica strada romana che collegava Arezzo a Siena, la dedicazione della chiesa a S.Pietro e, infine, l'estensione del suo antico piviere, che da Levane arrivava fino alle pendici del colle di Civitella.
Numerose sono state nel corso dei secoli le trasformazioni dell'edificio anche se, con molta probabilità, la sua struttura generale, ad una navata e copertura a capriate, è rimasta quasi identica dall'XI al XIX secolo. Pochi sono i documenti fino ad ora esaminati, da cui si possono trarre notizie utili per ricoprire lo spazio compreso tra il 1100 e il 1400; sappiamo soltanto che alla fine del secolo XIII era titolare della nostra pieve Palamides, collettore delle decime papali.
Tra il XV e il XVIII secolo otto furono le cappelle edificate all'interno della Pieve per devozione personale, familiare o comunitaria. Chi erigeva la cappella legava ad essa un "beneficio"., generalmente terreno o case, di cui godevano le rendite i vari cappellani o rettori che si succedevano nel tempo nel servizio liturgico alla cappella, per celebrare cioè, tante sante messe durante l'anno quante stabilite dal fondatore al momento dell'erezione. La nomina del rettore rimaneva diritto del fondatore stesso o dei suoi eredi e successori.
Nel 1406 viene eretta la cappella gentilizia
dell'IMMACOLATA CONCEZIONE, la prima di cui si hanno notizie " fatta edificare da Ghezzo del fu Martino notaio di detta Pieve "La cappella è una di quelle ancora esistenti all'interno della Pieve, anche se ha subito integrazioni e modifiche nel corso dei secoli; il giuspatronato è sempre rimasto alla famiglia Ghezzi.
Il 9 aprile 1476 viene eretta la cappella di
S.CATERINA D'ALESSANDRIA per volontà testamentaria di Pierantonio di Iacopo di Pieve a Presciano. Questa cappella era posta nella controfacciata della chiesa e venne demolita dopo il 1583 quando il Visitatore apostolico ordinò di distruggerla e di trasferire il titolo e l'ufficiatura all'altare maggiore perché il cappellano, celebrando la S.Messa voltava le spalle al SS. Sacramento. Ancora oggi nella grande tela settecentesca nell'abside della chiesa, collocata fino al 1859 sull'altare maggiore, si può vedere dipinta, accanto all'Assunta, a S.Pietro, a S.Paolo e a S.Brigida, anche S.Caterina d'Alessandria.Nel 1498 viene eretta da Simone di Cristofano del Tegna di Pieve a Presciano la
CAPPELLA DELLA CATTEDRA DI S.PIETRO IN ANTIOCHIA, questa è tuttora esistente anche se probabilmente è stata trasformata nel tempo. Il giuspatronato è rimasto sempre alla famiglia Danesi.Il 5 gennaio 1500 viene eretta, secondo il testamento di Iacopo di Luca Vivorosi, la
CAPPELLA DI S.CECILIA. Primo rettore fu nominato " secondo i meriti personali Ser Matteo di Angelo di Donato sacerdote del sunnominato castello ".La cappella di S.Cecilia venne demolita a metà dell'Ottocento nel "riordino della chiesa", secondo i gusti del tempo, ad opera del pievano Giovambattista Salimbeni per altri versi più che benemerito.Stessa sorte toccò anche alla
CAPPELLA DI S.NICOLA, fondata dal pievano Donato di Nicola Mucini nel 1568 ed alla CAPPELLA DEI SS.FABIANO E SEBASTIANO, fondata nel 1625 da Paolo di Mariotto Frosini di Pieve a Presciano.L'altare del S.Rosario esisteva già nel 1620 ed era affidato alle cure della Confraternita omonima. Nel XVIII secolo viene riedificato nelle forme settecentesche che possiamo ancora oggi vedere.
Nel 1838 il pievano Giovambattista Salimbeni costruisce la nuova
CAPPELLA DELL'ADDOLORATA nella parete di fronte a quella del Rosarioed in identiche forme settecentesche.
Il campanile, così come lo vediamo oggi, fu iniziato a costruire nell'ottobre 1841 e terminato nel giugno del 1846. Quello precedente non doveva essere una bellezza se il pievano Salimbeni così si esprimeva in una nota a margine del suo inventario: "il vecchio campanile, rozzo quanto un camino da forno, è stato rimpiazzato dall'altro a torre".
Sempre il Salimbeni nel 1857 fece costruire la volta sorretta da colonne. Nel 1859, lo stesso, costruì l'abside ed il grazioso coro ligneo utilizzando lo spazio della vecchia sacrestia e realizzando quella nuova in un locale attiguo alla chiesa.
Nell'anno 1862 l'attivo pievano acquistò dai canonici di S.Lorenzo di Firenze, per la somma di lire 400, l'altare maggiore e nel 1869 collocò nella nicchia posta sopra la porta della chiesa la statua di S.Pietro dello scultore Neri di Sarzana.
Nel nostro secolo, infine, relativamente poche sono state le trasformazioni subite dalla nostra chiesa, che oggi perciò integra, in verità abbastanza armoniosamente in uno stile tardo neoclassico toscano, opere preesistenti di periodi diversi.
(da: R.Valorosi Massai, Dall'XI secolo veglia come una madre la pieve di Presciano, in Toscana Oggi-Arezzo, n. del 18/01/98 e n. dell'08/02/98)
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