ITINERARIO ATTRAVERSO LE PIEVI ROMANICHE DEL VALDARNO

INCONTRO TRA ARTE E SPIRITUALITA’

Pierluigi Ermini

 

Tra le ridenti colline del Valdarno Aretino e Fiorentino, racchiuse tra splendide piantagioni di olivi e divise una dall’altra da pochi chilometri di distanza si possono visitare le bellissime pievi romaniche che furono costruite intorno al primo secolo del secondo millennio.

Muovendosi da Firenze verso Arezzo lungo il versante delle montagne del Pratomagno nella strada provinciale setteponti dal comune di Reggello fino a Loro Ciuffenna, scendendo poi a valle per risalire verso le colline del Chianti dal comune di Bucine fino a Figline Valdarno possiamo ammirare ben 9 di queste bellissime chiese che formano un vero e proprio itinerario turistico e religioso.

Pievi Roamaniche

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E ciascuna è diversa dalle altre con un proprio stile e proprie caratteristiche, dalle più primitive e povere, caratterizzate dall’essenzialità della fede, alle più recenti e ricche di affreschi segno di una maggiore ricerca religiosa e di un più approfondito gusto architettonico.

Il nostro itinerario si snoda da Reggello, dove in Località Cascia si trova una delle più grandi e famose pievi romaniche della Toscana, la Pieve di S.Pietro, consacrata nel 1073, formata internamente da tre navate con una unica abside centrale e con importanti elementi decorativi presenti sulla facciata esterna. La chiesa conserva al suo interno una delle opere più famose di Masaccio "Il trittico di San Giovenale", prima opera conosciuta del grande pittore nativo di San Giovanni Valdarno. L’opera del 1422 fu dipinta da Masaccio appena ventenne e raffigura una Madonna con bambino, affiancata dai santi Bartolomeo e Biagio a sinistra e Giovenale ed Antonio Abate a destra. Altre opere importanti sono una "Annunciazione" di Mariotto Cristofano, cognato di masaccio, ed altri quadri della bottega del Ghirlandaio.

Proseguendo lungo la strada setteponti si arriva a Piandiscò dove si trova la Pieve di S. Maria a Scò, una delle più antiche del Valdarno, che viene ricordata in documenti del 1008 e 1014. Anche questa chiesa è divisa in tre navate ed essa poggia su colonne sormontate da capitelli che presentano importanti elementi decorativi. Essa è composta da tre belle apsidi con una bella torre campanaria che ingloba in parte una delle apsidi minori. Al suo interno sono presenti bei affreschi attribuiti al pittore Paolo Schiavo.

Ancora pochi chilometri e si giunge a Castelfranco di Sopra dove è situata la Badia Soffena, antico complesso risalente all’XI° secolo, formato da chiesa, chiostro e convento. Sembra che la chiesa ed il convento siano stati costruiti sulle vestigia di un preesistente castello feudale. La pieve presenta un’unica abside quadrata e l’interno è ricco di affreschi, tra i quali ricordiamo la "Madonna con bambino" di Paolo Schiavo e l’"Annunciazione" di Giovanni da Ser Giovanni, detto "Lo Scheggia" e fratello di Masaccio autore di opere famose quali il "Cassone Adimari".

La strada conduce poi a Loro Ciuffenna, e salendo leggermente si arriva al borgo di Gropina dove si può visitare la Pieve di S.Pietro. Lasciata l’auto e percorsi pochi metri, racchiusa tra le antiche case del borgo, ci apparirà in tutta la sua bellezza questa chiesa che non è certo il primo tempio eretto in questo luogo, in quanto sono stati rinvenuti tracce della presenza di due chiese precedenti del periodo longobardo e prima ancora di epoca paleo - cristiana. Questi scavi sono visitabili ed alla luce di lampade è possibile vedere le linee dei muri dei templi più antichi e lastre sepolcrali di epoca longobarda.

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L’attuale struttura fu costruita intorno al XII° secolo e la pieve assunse una grande importanza in tutto il territorio. La facciata esterna presenta alcune assimetrie che fanno pensare ad un progetto originale che prevedeva una sola navata, ma poi la chiesa è stata modificata con tre navate separate tra loro da archi. Le colonne interne presentano capitelli capitelli uno diverso dall’altro.

Il pulpito in pietra posto lungo la navata centrale è opera raffinatissima raffigurante i dodici apostoli che ricevono lo spirito santo.

La chiesa presenta una unica abside centrale, di cui è necessario ammirare l’esterno ornato, particolare inedito nelle pievi del valdarno.

All’interno non vi sono affreschi, ma sicuramente la Pieve di Gropina è uno degli esempi di pieve più raffinate ed eleganti, incentrata tutta sull’armonia e l’architettura della sua costruzione.

Scendendo dalle colline del Pratomagno, si raggiunge il fondo valle dell’Arno e si risale poi lungo le colline del Chianti per arrivare nel comune di Pergine Valdarno dove in località Pieve a Presciano è collocata la Pieve di S. Pietro che è ricordata in un documento del 1028, ma il luogo risultava abitato già in epoca romana. Oggi la pive, così come il borgo è profondamente cambiato a seguito di continue trasformazioni subite sia nel 1500 che nel 1800 e numerose sono le opere conservate all’interno della chiesa sia del periodo dl XVI° secolo che di secoli anche più recenti.

Si giunge nel nostro itinerario di rientro verso Firenze, a Bucine e precisamente in località Badia Agnano dove è collocata l’ononima badia di S. Maria costruita intorno all’anno 1000 e che conserva ancora i tipici elementi dello stile romanico. Questo è un complesso monastico e la chiesa presenta un’unica navata.

Lungo le pendici dei monti del Chianti si arriva nel comune di Cavriglia dove sono visitabili due importanti esempi di chiese romaniche ;

Una delle pievi romaniche più famose dell’intero Valdarno è sicuramente la Pieve di San Romolo a Gaville, piccolo paese situato nel territorio del comune di Figline Valdarno, immersa nel verde della campagna e posta in un crocevia tra le aree del Chianti e quelle del valdarno.

La sua origine risulta certa già nell’XI° secolo ed essa è ricordata dallo stesso Dante Alighieri nell’XV° canto della "Divina Commedia" all’interno dell’Inferno, quando il poeta parla di Francesco Dè Cavalcanti, fiorentino appartenente ad una famiglia illustre, ed ucciso proprio a Gaville dagli abitanti dell’antico castello. Dante afferma ".... l’eltre’era quel che tu, Gaville, piagni". Cavalcanti fu poi vendicato dalla sua potente famiglia con una vera e propria strage. Il piangere non è quindi riferito alla persona uccisa, ma al paese che subirà le conseguenze della vendetta della famiglia.

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La pieve è sicuramente bellissima e presenta un’aula basicale divisa in tre navate e gli archi interni sono sorretti da capitelli finemente ornati da motivi mitologici e naturalistici. All’interno si trova un’annunciazione della scuola del Ghirlandaio.

A Gaville è inoltre visitabile il "Museo della civiltà contadina" aperto nel 1974 e che conserva 4200 oggetti esposti in 13 sale. Tutti gli aspetti della vita contadina sono rappresentati nel museo, dalla vita in cucina ed in casa, alle attività artigianali, agli antichi strumenti per la lavorazione della terra. Il museo si può visitare tutti i sabati dalle ore 16.00 alle ore 18.00 e la domenica dalle ore 15.00 alle ore 19.00. E’ possibile prenotare visite anche in altri giorni telefonando al numero 0559501083.

 

La visita di questi bellissimi capolavori dell’architettura e della fede, unito allo splendore dei luoghi e della natura che li circonda, possono far trascorrere, a chiunque si avventurerà lungo questo itinerario, una giornata dove spirito ed arte si incontrano, anima e mente si esprimono e fanno emergere la bellezza e grandezza dell’uomo, la sua capacità di saper creare e progettare opere che non hanno tempo, ma che sono consegnate all’eternità.

Pierluigi Ermini

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