La Geografia e la storia del Valdarno Superiore Aretino
Pierluigi Ermini
Situato allinterno del triangolo Firenze - Arezzo - Siena, esteso in lunghezza per circa 40 km. ed in larghezza per 24 km lungo il corso del fiume Arno, il Valdarno Superiore rimane ancora oggi ai più un territorio quasi sconosciuto.
Esso è racchiuso tra la dorsale appeninica del Pratomagno ed i monti del Chianti.
Il suo territorio è formato da tre differenti zone : larea del fondovalle, le fasce collinari e le zone montane.
Larea del fondovalle è formata da una pianura alluvionale attraversata dal corso del fiume Arno al quale affluiscono numerosi torrenti. Importanti arterie ferroviarie e stradali attraversano larea e permettono di collegarla velocemente a centri importanti come Firenze, Arezzo e Siena. La stessa Roma è raggiungibile in circa unora e trenta di auto.
Le fasce collinari sono molto diffuse su entrambi i versanti sia del Pratomagno che dei monti del Chianti, ma con aspetti diversi a seconda della loro formazione, dovuti a processi di sedimentazione o di erosione. Particolarmente suggestivo il fenomeno naturale che ha dato vita alle "Balze", sul versante del Pratomagno, vere e proprie formazioni rocciose a forma di piramide e lame. Lungo le colline è facile incontrare estese colture di vigneto (che rientrano nellarea del Chianti docg) e di oliveto (da cui nasce un olio dal sapore rinomato in tutto il mondo).
Dalle aree collinari si erge la zona montana che nella zona del chianti arriva fino ad oltre 800 metri di altezza, mentre nel versante opposto tocca punte di oltre 1500 metri.
La vegetazione delle zone montane è costituita nella arte più bassa da querce, poi arricchita da estesi boschi di castagni ed oltre i 1000 metri da faggi. Verso quota 1300 - 14000 metri la vegetazione dalto fusto è assente e lascia spazio a vasti prati, da cui prende il nome il Pratomagno la cui cima è posta a 1591 metri.
La fauna dei monti è ricca di varie specie animali come il cinghiale, il capriolo, listrice, la volpe. Lo scoiattolo, la vipera e varie specie di uccelli rapaci.
Il Valdarno Superiore Aretino unisce alle bellezze del suo territorio la produzione di progetti tipici sia dellagricoltura che dellartigianato che sempre più attirano lattenzione di turisti italiani e stranieri.
Il Valdarno è terra dove si produce un ottimo vino, un olio di oliva di primissima qualità, rinomata per la lavorazione del vetro e del legno e dove negli ultimi anni ha preso campo il settore della moda con gli insediamenti produttivi di marchi come Prada, Ferragamo e Gucci.
I primi insiediamenti umani di cui si ha testimonianza si riferiscono al periodo etrusco intorno al II^ secolo a. C., anche se secondo alcuni storici i primi abitanti del Valdarno sembrano essere stati i Liguri già nel III^ secolo.
Sicuramente Tito Livio nella sua opera "Ad urbe condita", descrive laltipiano valdarnese come "terreno ricchi di frumento, di bestiame e di ogni altro prodotto".
Durante il periodo romano il Valdarno fu diviso in due "municipia", due specie di provincie, che a loro volta erano suddivise in "pagus", piccole circoscrizioni in cui veniva amministrato il potere.
Nel 187 a.C. fu costruita dai romani la via "Cassia Vetus" che si immetteva nel Valdarno da Ponte a Buriano percorrendo gli altipiani sulle falde del Pratomagno per arrivare a Pontassieve e poi proseguire fino a Fiesole. Nel 123 fu costruita unulteriore strada che attraversava il versante sinistro dellArno e fu denominata "Cassia Adrianea". Questa nuova via collegava la Valdambra con la zona di Firenze.
In tutta larea sono stati ritrovati importanti insediamenti romani testimoni della presenza di questa civiltà nel territorio.
Ma il Valdarno è stata anche terra che ha subito frequenti invasioni barbariche intorno al 500 d.C., e la zona subì frequenti cambiamenti di potere tra Goti, Bizantini e Longobardi. Alla fine furono i Longobardi che si inserirono nel contesto sociale del territorio e con la loro adesione al cristianesimo diedero un importante impulso alla costruzione nella zona di nuove chiese. Verso la fine del 700 iniziò il dominio carolingio.
Linizio del processo di cristianizzazione avvenuto dal V^ secolo in poi è rappresentato nel Valdarno dalla costruzione di numerose chiese che verso la fine dellVIII^ secolo vengono denominate "plebes", cioè pievi. Esse indicano la comunità ecclesiastica nel suo insieme ed alla giurisdizione della pieve erano assoggettate tutte le atre chiese.
Le pievi erano edificate quasi sempre su insediamenti preesistenti di origine romana od addirittura etrusca ed erano facilmente raggiungibili dai fedeli.
Proprio lungo la Cassia Vetus e la Cassia Adrianea, le vie principali di comunicazione e sui loro principali raccordi sono state ubicate le pievi del Valdarno, patrimonio artistico, culturale e religioso di estrema importanza e di rara bellezza. Ma alla bellezza delle chiese si deve aggiungere molto spesso la loro posizione geografica, da cui si aprono stupendi scorci di panorama da cui si domina tutta la vallata.
Sicuramente il periodo storico che più contraddistingue il Valdarno, in primo luogo dovuto alla costruzione in quel tempo dei più importanti insediamenti urbanistici, fu sicuramente il medioevo.
I 15 comuni in cui è suddiviso il Valdarno Superiore Aretino sono centri urbani la cui conformazione architettonica trae origine da antichi borghi e castelli medioevali.
Nei primi anni del XIV^ secolo la repubblica Fiorentina costruì alcuni nuovi castelli e fortificazioni in zone strategicamente importanti per il controllo delle sue terre, chiamati "Terre nuove". Nel Valdarno Superiore le tre fortificazioni presero il nome di Castel San Giovanni (lattuale San Giovanni Valdarno), Castello Franco (lattuale Castelfranco di Sopra), Castel S. Maria (lattuale Terranuova Bracciolini). Tali castelli situati allinterno di alte mura hanno un aspetto prettamente difensivo verso le popolazioni locali e per il mantenimento del territorio. Attraverso di esse si sviluppa il concetto di aggregazione della popolazione che nel tempo fa venire meno il concetto feudale di suddivisione del territorio.
Di Castel San Giovanni e Castello Franco fu decisa la costruzione nel 1299, mentre di Castel S. Maria ledificazione iniziò nel 1337. La planimetria delle terre Nuove Valdarnesi si sviluppa con una pianta rettangolare lungo una via principale al centro della quale si apre la piazza centrale, dove si svolge la vita del castello. Parallelamente alla via principale si snodano altre vie.
Il 1400 vedrà giungere al potere nel Valdarno la famiglia dei Medici, ma in quegli anni nascono nel territorio importanti figure della letteratura e dellarte come Masaccio a San Giovanni, Poggio Bracciolini a Terranuova e Marsilio Ficino a Figline Valdarno.
I secoli XVI^, XVII^ e XVIII^ sono anni dove nel Valdarno si passa dalla dinastia medicea a quella dei Lorena, ma comunque contrassegnati come un periodo di pace e di sviluppo dellagricoltura. Sono gli anni in cui si diffonde la cultura della dimora rurale che darà vita alla casa colonica di cui il Valdarno ha esempi in tutta la sua zona. La casa colonica è composta da stalle, porticato, loggiati, annessi agricoli, oltre alle stanze delle abitazioni ed alle terre facenti parte della struttura. In questi anni si è assistito ad un vero e proprio recupero di queste abitazioni per anni lasciate nel più totale abbandono, ed oggi riscoperte ed adibite anche a luoghi di ospitalità turistica.
Lottocento sarà contraddistinto dallo sviluppo di attività artigianali, ma anche dalla nascita di piccole industrie fino allavvento della grande industria siderurgica ed elettrica.
Lavvento del 1900 è segnato dai due grandi conflitti mondiali ed il secondo coinvolgerà fortemente anche il Valdarno, con rappresaglie e deportazioni. Il dopoguerra vedrà una lenta ricostruzione industriale ed una riscoperta del patrimonio agricolo del territorio.
Oggi il Valdarno sta vivendo una stagione di sviluppo nel campo turistico dovuto sia alla sua posizione nel centro della Toscana, sia per la bellezza del suo territorio, la sua storia la sua arte e la sua cultura che ne fanno una terra amabile, piena di fascino e dove la vita ed il tempo scorrono a misura dei bisogni delluomo.
Trascorrere alcuni giorni di soggiorno nel verde della nostra campagna, ai piedi di dolci colline e montagne, fuori dalla città, ma vicino ad essa, magari nei pressi di una pieve romanica o nei dintorni delle mura di un antico castello, immersi tra ulivi e vigneti, può servire a vivere momenti di serenità e di contatto con la natura.
Pierluigi Ermini
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