ATTRAVERSANDO LE COLLINE DEL CHIANTI

Pierluigi Ermini

Questo percorso si snoda sul versante sinistro del fiume Arno, attraversando le colline dei monti del Chianti lungo un percorso che in parte ripercorre l’antica via romana "Cassia Adrianea" che dalla Valle dell’Ambra si ricongiunge verso la zona di Firenze.

Il nostro itinerario inizia dalla località Ambra, situata nel comune di Bucine e che prende il nome dall’ononimo torrente che solca tutta la Valdambra per gettarsi nell’Arno. Il paese fu antico castello degli Ubertini nel XIII° secolo, completamente distrutto nel XIV° secolo.

Nei pressi di Ambra sono dislocati alcuni piccoli borghi che vale la pena di visitare come Duddova, centro medioevale circondato da stupende colline, Montebenichi dove si può ammirare la Pieve Romanica di S. Maria in Altoserra e Rapale, anch’esso antico castello di proprietà degli Ubertini. Da Rapale in pochi chilometri si raggiunge la località di Sogna, antico borgo dal quale si aprono scorci panoramici incantevoli su Siena, la Valdambra ed il Pratomagno.

Muovendoci lungo la strada provinciale in direzione di Bucine, uscendo in parte dalla via principale, svoltando a destra si raggiunge il comune di Pergine Valdarno. Del castello medioevale di Pergine purtroppo non rimangono tracce. Il paese, situato in una collina alta 350 metri, presenta ancora l’antico impianto urbanistico e la stupenda piccola piazza dove è collocato il Palazzo Comunale. In questa area si snodano alcuni degli scorci più belli del centro storico formato da strette viuzze e da edifici armoniosi. Una visita deve essere fatta, durante l’escursione al centro, alla chiesa di S. Michele che ha origini molto antiche.

La visita a Pergine può prolungarsi alla frazione di Presciano dove è situata la splendida Pieve di S. Pietro, che dai documenti a disposizione, risulta essere stata costruita già nel 1028. La pieve ha poi subito nel corso dei secoli varie trasformazioni, soprattutto nel 1800.

La vocazione agricola di Pergine ne ha fatto un importante centro di produzione di olio di oliva, e dalle varie frazioni del paese è possibile concedersi lunghe passeggiate attraversando colline ricoperte da una ricca vegetazione.

In una di queste è possibile addentrarsi in un sentiero contornato da olivi che conduce ai ruderi del castello di Montellucci. In questa località si può visitare la chiesa di S. Tommaso del 1300, mentre il castello risale addirittura al 1200.

Riprendendo la strada per Bucine ed entrando all’interno del suo territorio comunale incontriamo Capannole, borgo di origine medioevale, dove si trova la Pieve Romanica di S. Quirico.

Da qui è possibile raggiungere la località Cennina, situata su un colle alto oltre 450 metri, con il castello, unico nella zona, che ancora conserva una buona parte delle sue originali fortificazioni.

In questo percorso non può mancare una visita alla Pieve di S. Giovanni Battista a Galatrona che fu costruita nel 1324 ed acquisì subito una notevole importanza nel territorio.

Si giunge infine nell’abitato di Bucine, paese medioevale di cui oggi rimangono tracce delle antiche mura e dove è possibile ammirare la Pieve di S. Apollinare che ha origini cinquecentesche. Una visita è consigliabile alla piazza del comune, scendendo dalla zona della chiesa. L’ingresso al palazzo è sormontato da uno scudo mediceo e l’interno presenta un bell’affresco della scuola senese del XVI^ secolo.

Da Bucine, attraversando la località Mercatale, si arriva a Montevarchi per poi risalire lungo la strada provinciale della Chiantigiana e fermarsi alla Rocca di Montegonzi di origine longobarda e la cui produzione di olio di oliva è rinomata e famosa in tutta Italia.

Lungo la via Chiantigiana in direzione di Siena, si penetra nelle colline del Chianti dove si possono notare le coltivazioni di viti e di olivi e giungere, a 700 metri sopra il livello del mare, a Badia a Coltibuono, abbazia vallombrosana del XII° secolo. Da questo luogo sulle pendici dei monti del Chianti, si snodano sentieri che si introducono in boschi di castagni e dai quali si può godere di un ottimo panorama sia sul fondovalle che sulla catena del Pratomagno.

Riscendendo da Badia a Coltibuono si giunge al bivio per Cavriglia comune nato solo nel 1811 dal suo distacco dalla città di San Giovanni Valdarno. Il paese è posto a 300 metri sopra il livello del mare e dispone di un territorio ricco di bellezze naturali ed artistiche. Da menzionare la Pieve di S. Giovanni posta nella parte alta della comunità, dove è allestito anche un museo e la più famosa Pieve di S. Pancrazio, ad alcuni chilometri dal capoluogo, composta da una navata unica, due absidi ed un presbiterio sopraelevato, aspetto particolare ed originale in strutture di questo genere. La sua origine sembra risalire addirittura prima dell’anno 1000.

Per gli amanti del trekking è consigliabile un’escursione ai ruderi del Castello di Montedominici percorso segnalato dal CAI (sentiero n° 27) da dove si apre uno splendido panorama sul bacino minerario di S. Barbara, sul Valdarno e sul Pratomagno. Lungo il sentiero è possibile arrivare al parco di Cavriglia ( raggiungibile anche in auto) che ospita numerose specie animali e vegetali ed è dotato di strutture ricettive per i visitatori e coloro che vogliono trascorrere una vacanza a contatto con la natura.

Si scende poi verso il fondovalle raggiungendo il Lago di San Cipriano, lago artificiale di proprietà dell’ENEL, ma che nel periodo primaverile ed estivo è metà turistica per la sua conformazione e per la bellezza del luogo nel quale è situato.

Da San Cipriano, continuando lungo la strada provinciale si entra nel territorio della provincia di Firenze, all’interno del comune di Figline Valdarno. La strada conduce alla località di Gaville, dove è situata una delle pievi romaniche più famose dell’intero Valdarno, quella di San Romolo a Gaville, immersa nel verde della campagna e posta in un crocevia tra le aree del Chianti e quelle del Valdarno. La chiesa è uno degli esempi più belli nel suo genere e la sua origine risulta certa già nell’XI° secolo. Lo stesso dante Alighieri la rammenta nel XV° canto della Divina Commedia, quando parla di Francesco Dè Cavalcanti, fiorentino appartenente ad una famiglia illustre, ucciso a Gaville dagli abitanti dell’antico castello.

A Gaville è inoltre visitabile il "Museo della civiltà contadina" che conserva 4200 oggetti che rappresentano la vita della campagna nel corso dei secoli.

Termina qui l' itinerario, quando ormai si è entrati nel territorio del Valdarno Superiore Fiorentino a 30 chilometri circa dal capoluogo toscano.

Pierluigi Ermini

back2.gif (402 byte)

CASATOURISM - Copyright © 1999. All rights reserved