La Collegiata di San Lorenzo
a Montevarchi
Laura Bonechi
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Abituati alla sobrietà ed austerità
delle pievi, entrando nella Collegiata di San Lorenzo siamo colti da una ventata di
gioia: laltare maggiore ci appare in un trionfo di luci e di ombre, di stucchi e di
ori. La luce naturale, che piove dalla lanterna della cupola, da vita ai gruppi scultorei
ed alle pitture stesse che acquistano plasticità "uscendo" con teste e braccia
dalle trombe affrescate. Il soffitto a lacunari e le ricche decorazioni bianche delle
pareti contribuiscono a creare unatmosfera di pace e di gloria al tempo stesso,
senza tuttavia scadere negli eccessi di altre manifestazioni del barocco. Di una chiesa dedicata a S. Lorenzo si hanno già notizie alla fine del XII secolo. Doveva essere in stile romanico e certamente più piccola dellattuale, che è frutto di un rifacimento iniziato tra 1706 e il 1709. In quelloccasione la chiesa fu ampliata ed il pavimento rialzato. In conseguenza di ciò fu smantellato il tempietto robbiano dove era conservata la reliquia del Sacro Latte ed il fonte battesimale che era ospitato in una cappella, sulla sinistra, simmetrica al tempietto. |
Il Soldani Bensi, architetto montevarchino che progettò e diresse i lavori, concentrò tutta lattenzione del visitatore sulla cappella dellaltare maggiore che conserva, dietro due sportelli in legno dorato, la reliquia del sacro latte. Con queste modifiche la chiesa, che è pur sempre dedicata a S. Lorenzo, diviene di fatto una chiesa mariana. Dallaltare le sculture del Baratta guidano la nostra attenzione verso lalto fino a raggiungere il "cielo" della cupola. Laffresco, raffigurante lassunzione di Maria e previsto già nel progetto iniziale, fu realizzato solo nel 1722 da Matteo Bonechi. Purtroppo il "cielo" ebbe vita breve: già alla fine del 700 lincalzante processo di "sbarocchimento" determinò limbiancatura della cupola che così rimase, muta, fino al 1988.
Descrizione dellinterno
1) Il diacono Lorenzo incontra il Papa Sisto II condotto al martirio
2) S. Lorenzo divide con i poveri le ricchezze della chiesa
3) S. Lorenzo benedice un cieco che riacquista la vista
4) S. Lorenzo ed il prefetto di Roma
5) Lorenzo mostra al prefetto i tesori della chiesa: poveri e fanciulli
6) Il martirio di S. Lorenzo
7) Leone X, papa Medici, visita Montevarchi (1515)
8) Carlo dAngiò consegna la reliquia del Sacro Latte a Guido Guerra in segno di riconoscenza.
9) S. Lorenzo
10) S. Macario abate
11) Olio su tela: Madonna in gloria con Bambino ed angeli, in basso S. Lorenzo e S. Macario. Opera di Giovanni Balducci, detto "Il Cosci", (Firenze 1560-Napoli post 1631). La lunetta del XVIII Sec. è di autore ignoto.
12) Olio su tela: Madonna del rosario con S. Domenico di Guzman e S. Caterina da Siena. In disparte S. Francesco e S. Luigi IX re di Francia. Opera di Carlo Maratta, firmato Carlo Ma e datato 1611. La lunetta del XVIII Sec. è di autore ignoto.
A) Cappella dellaltar maggiore, ospita affreschi di Matteo Bonechi ed i gruppi scultorei di Angelo Baratta.
Qui, sotto la cortina che leggiadri angeli sollevano, dietro una porta in legno, è custodita la reliquia del Sacro Latte.
B) Cappella di S. Giuseppe. Sullaltare unopera di Pietro Guerri (1865-1936): S. Giuseppe con Gesù bambino. Da notare, raffigurata in stucco sulla parete destra della cappella, la "berta", attrezzo usato dai lavoratori dellArno per costruire le palizzate, segno del contributo dato da questa categoria alla realizzazione dei lavori.
C) Cappella del Sacro Cuore. Pittura moderna raffigurante il Cristo.
D) Cappella del fonte battesimale.
E) Cappella del Crocifisso. Ospita unopera raffigurante Cristo in Croce di Renzo Brandi, scultore montevarchino che la donò alla chiesa nel 1972.
Nella cupola affrescata: Abramo con Isacco si recano al monte del sacrificio.
F) Tela di Matteo Rosselli: I re Magi offrono i doni al Bambino. Questa tela è giunta a Montevarchi in sostituzione di una Natività del Botticelli, confiscata in epoca napoleonica, oggi conservata presso un convento fiorentino.
Nella cupola affrescata il Re di Gerusalemme Melchisedech offre doni al Signore.
(da Bernacchioni F.; Bonechi L.; Ermini C., Valdarno, Itinerari tra arte e natura, Montevarchi, Edizioni Campi Tusci, 1998, p. 44)
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