Castiglion Fibocchi

"Due passi lungo la Cassia Vetus"

Cenni Storici

tratto da M. Paravani in

"Castiglion Fibocchi. Due passi lungo la Cassia Vetus.

Pro Loco Castiglion Fibocchi - Gello Biscardo

A differenza degli altri territori del Valdarno Superiore e della Piana di Arezzo, nei quali sono state ritrovate tracce e testimonianze di presenze animali risalenti alla preistoria, il territorio di Castiglion Fibocchi, ivi compreso quindi il nucleo abitato di Gello Biscardo, non ha rivelato sino ad oggi tracce di vita e di insediamenti risalenti a tale periodo. Le prime testimonianze certe possono esser fatte risalire al periodo romano. Ad esempio il nome della località Alfiano, deriverebbe da un nome prediale romano (molto probabilmente quello della gens Alfia che aveva qui alcune proprietà).

La memoria storica vorrebbe riconoscere nell'attuale Casa Fini (poco sopra l'abitato di Gello Biscardo) la derivazione toponomastica del sito romano, anche se questo è situato in posizione completamente diversa. Casa Fini, conosciuta da molti come "Gello Vecchio" o "Casa Bianca" è con molta probabilità il sito originale dell'antica Gello, come è dimostrato dai resti di una chiesa con tombe inglobate nelle successive fabbriche. A conferma di quanto detto esiste la ricognizione archeologica iniziata a partire già dal 1969 a cura di Alvaro Tracchi e proseguita dal Gruppo Archeologico Valdarnese fino a tutto il 1992 e che ha dato importanti note di riscontro. Sono stati infatti individuati e schedati 18 siti dove è stato possibile individuare numerosi reperti costituiti da frammenti di manufatti di vario tipo. Queste testimonianze ci confermano come il nostro territorio fosse già abitato a partire dal II – I secolo a.C. ed ancor più nella tarda età repubblicana.

Si deve arrivare al periodo paleocristiano, ovvero tra il V° ed il VI° secolo d.C., per avere quella che è la più importante testimonianza monumentale, storica e religiosa del nostro territorio e che ci è stata tramandata con il nome di San Quirico in Alfiano o sopr’Arno. E’ quasi sicuramente in tale periodo, quando la via consolare Cassia Vetus (l’attuale Strada Provinciale dei Sette Ponti) era percorsa da orde di barbari e la popolazione cercava scampo sulle alture, che fu eretta la chiesa, probabilmente su di un precedente tempio pagano.

Il nucleo abitato di Castiglion Fibocchi trae la sua origine probabilmente dal decadimento di Alfiano. Già attorno al 1000 il nostro Castiglione era un nucleo abitato che ricadeva sotto l’influenza dei Conti Guidi, i quali quasi sicuramente fecero erigere una cinta muraria per la necessità feudale dell’epoca di fortificare tutti i propri possedimenti.

La traslazione del fonte battesimale – avvenuta nei primi anni dell’XIII° sec. dall’antica pieve a quella "nuova" di S.Pietro a Pezzano (attuale chiesa del cimitero), è la dimostrazione dell’importanza del nuovo nucleo abitato. Di questo periodo è il passaggio di Castiglione dalla famiglia Guidi a quella dei Pazzi di Valdarno: se ne ha conferma dai vari placiti imperiali, quello di Arrigo VI nel 1191 e quello di Federigo II nel 1220, a favore dei figli di Ottaviano Pazzi (forse è proprio quell'Ottaviano soprannominato Bocco, per cui il suo castello fu distinto dagli altri con l'aggiunta de' Figli di Bocco, da cui de' Fibocchi.

Castiglion Fibocchi nasce e si conferma quale proprietà di nobili famiglie feudali legate quindi al potere dell'imperatore e la troviamo perciò coinvolta nella lotta fra i feudatari (ghibellini) e la nuova borghesia commerciale (guelfa). Abbiamo conferma di una proprietà originaria ghibellina (prima i Guidi e poi i Pazzi) che si intreccia con una "presenza" guelfa (i Bostoli), in relazione alle alterne vicende belliche che vedono coinvolti i vari castelli e villaggi. E' certo che l'ultimo proprietario fu il Cardinale Galeotto Tarlati di Pietramala - un ghibellino - che nel giugno 1384 per salvare i propri possedimenti fa atto di sottomissione a Siena raccomandandone a questa la difesa e la custodia; ciò non bastò ad evitare la disfatta finale e la presa di Castiglion Fibocchi da parte dei Fiorentini nel 1384.

Dal novembre 1385 avviene l'aggregazione di Castiglion Fibocchi e Gello Biscardo alla Podesteria di Laterina per ciò che riguardava le "autonomie comunali", mentre per la "giurisdizione criminale" vennero sottoposti entrambi al Vicario di Anghiari.

Nel 1664 andò a costituire, assieme a S.Giustino, il Marchesato del Borro concesso come feudo dai Medici al patrizio aretino Alessandro dal Borro ed ai suoi discendenti; ultimo erede Marco di Alessandro dal Borro, morto senza discendenza maschile.

Con le Riforme Leopoldine Castiglion Fibocchi venne definitivamente riunito con Gello Biscardo, a formare la nuova Comunità dei Due Comuni Distrettuali di Laterina. Questa situazione si protrarrà fino al 1866, quando, a seguito della riunificazione dell'Italia, verrà riconosciuto come Municipio.

 

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