CENNI DI STORIA DELLA CITTA DI SAN GIOVANNI VALDARNO
Pierluigi ErminiLa decisione di fondare San Giovanni Valdarno e Castelfranco da parte di Firenze si concretizza nel 1296, che nascono quali presidi militari al fine di controllare lintera vallata valdarnese, non ancora di pieno controllo del contado fiorentino.
Insieme a Terranuova i due centri confluirono allinterno delle cosiddette "terre nuove" fiorentine, ultime avanguardie difensive della città del giglio.
Allinterno della fortificazione vennero ad abitare persone che già risiedevano in piccoli centri della zona e coloni che avevano il compito di costruire le opere di fortificazione.
La lentezza con cui le fortificazioni furono realizzate esposte queste cittadine a molti attacchi esterni che procurarono gravi danni. Solo verso la metà del 1300 furono rafforzate le cinta difensive con la realizzazione di 24 torri lungo le mura.
La vittoria su Arezzo da parte di Firenze produsse verso la fine del 1300 un periodo di pace, ma intorno al 1470 le truppe di Sisto IV conquistarono sia San Giovanni che Montevarchi e nel 1478 la città del Marzocco fu devastata dalla peste che uccise i due terzi della popolazione. In questanno accadde il miracolo di Monna Tancia, cosiddetto miracolo del latte, al quale è legata la costruzione dellOratorio di Maria SS. Della Grazie, diventato successivamente Basilica ed oggi Santuario Diocesano.
La storia narra di un bambino di tre mesi, orfano a seguito della peste, che fu salvato dalla nonna Tancia che nutrì il nipote con il latte sgorgato dal suo petto di donna anziana, dopo aver invocato la Madonna.
Solo intorno al 1500 San Giovanni perde la sua caratteristica di avamposto e di fortificazione militare e ciò comportò anche una perdita di importante centro economico che la città aveva assunto nel corso degli anni.
Solo durante il periodo lorense (verso la fine del 1700) fecero registrare una ripresa economica e demografica di San Giovanni.
Ma nel periodo del governo napoleonico (1848) la città perse il territorio di Cavriglia, diventato a sua volta comune autonomo, e passò a far parte della provincia di Arezzo. A niente valsero le richieste formulate al Re dItalia da parte di 484 illustri sangiovannesi per far rimanere San Giovanni sotto la provincia di Firenze.
Il 1800 segnò però anche la costruzione della stazione ferroviaria e verso la fine del secolo vi fu un importante sviluppo dellattività manifatturiera e nel 1872 si concretizzò la costruzione dellindustria metallurgica dell"Italsider".
Il nuovo secolo inizia allinsegna della crescita demografica ed economica, con la creazione anche di industre vetrarie. Nasce un forte proletariato di fabbrica, anche a seguito delle industrie minerarie che si sviluppano nellarea di Castelnuovo dei Sabbioni.
Gli industriali ebbero un ruolo importante nel Valdarno soprattutto nel primo dopoguerra portando avanti anche un processo di sviluppo dell'ideologia fascista. Lo scontro politico e sindacale fu molto forte con loccupazione di alcune fabbriche e delle miniere a cui fece riscontro una forte repressione del movimento dei lavoratori.
Il secondo conflitto mondiale procurò danni gravi alle attività produttive, ma il dopoguerra fu caratterizzato da una forte ripresa economica della città.
Gli anni 70 segnarono lapprovazione del nuovo piano regolatore generale, ma in primo luogo portarono allinizio del recupero dellintero centro storico, fortemente degradato. Nel 1975 la Regione Toscana scelse San Giovanni quale centro pilota per sperimentare nuove metodologie di recupero del patrimonio edilizio storico.
Ad oggi, quasi tutte le abitazioni e gli edifici del centro sono stati ristrutturati e tra le opere pubbliche mancano da completare le due piazze (P.za Cavour vedrà iniziare i lavori della nuova pavimentazione tra pochi mesi) ed una via laterale.
Purtroppo con a fine degli anni 80 è iniziato un lento processo di perdita di posti di lavoro nella piccola e grande industria che ha comportato un impoverimento non solo della città, ma dellintero territorio valdarnese, che sembra in questi ultimi tempi avere una leggera inversione di tendenza che fa ben sperare per il futuro.
Sicuramente la ricchezza di questa città e della sua terra passa oggi anche dallo sviluppo delle sue risorse artistiche e delle bellezze paesaggistiche del Vadarno, che possono aiutare a costruire un nuovo periodo di prosperità e di benessere per questa ridente cittadina della Toscana.
Pierluigi Ermini
CASATOURISM - Copyright © 1999. All rights reserved